V-Fox: rappare senza limiti

13.05.2019

1. V-Fox: come ti sei avvicinato al rap?

Premetto che fino ai 20 anni circa ascoltavo pochissimo rap, giusto Eminem e gli Articolo 31. Il mio compagno di banco mi metteva nelle orecchie Caparezza e Fibra e io lo insultavo! Poi nel 2012 è scattato qualcosa da dentro, grazie alla ex TDF crew, composta dai miei amici d'infanzia! E niente, mi sono lanciato proprio mentre essa si stava sciogliendo!

2 Il tuo stile è un bel mix: stampo old, sound new school e contenuti. Come trai il meglio da tutto questo? 

A me piace sperimentare, unire stili musicali diversi. Ho collaborato con cantanti pop, soul e trap. E collaborato con una rock band e con una band metal! Ascolto dal boom bap alla trap, perchè tutto serve! Mi alleno, mi segno le rime migliori e quando arrivano i beat giusti...creo!

3. Cosa esprimono i tuoi concetti? 

Dipende dalla canzone, i miei temi preferiti, comunque, sono le storie vere in generale. Quindi, nello specifico, le emozioni, i luoghi, le persone, i sentimenti, il sesso, gli ideali. Difficilmente scrivo qualcosa di falso, come usano fare molti ultimamente!

4. Quanto ritieni sia importante lasciare un messaggio a chi ti ascolta? 

Da 1 a 10 direi 11! Marracash in "Purdì" dice: "Musica che non richiede impegno all'ascolto, è il colmo"! Se scrivi, che si tratti di canzoni o poesie, senza voler lasciare un messaggio degno (quindi non droga, alcool, soldi e puttane), forse stai sbagliando qualcosa! Anzi, tutto. E poi il RAP è il genere musicale più adatto alla trasmissione di messaggi, essendo ricco di parole. Se ascolti bene un testo, almeno un paio di cose nuove le impari. Dunque ti arricchisci!

5. Qual è la tua principale fonte di ispirazione?

Lo confesso: le donne! Nel bene e nel male. C'è poco da fare, l'amore è la droga più potente di tutte, di conseguenza è facile ispirarsi ad esso.Però può esserlo anche un evento di cronaca, un paesaggio, una giornata particolare, un'altra canzone, un film... Insomma, qualcosa che sia capace di colpirmi e sollecitarmi.

6. Cosa ti diversifica maggiormente?

Domanda difficile, mi piacerebbe sentirlo da chi mi ascolta e mi segue. Una volta un amico mi disse: non mi piace la metrica che usi, però la passione che ci metti, quella sì! Io credo davvero nell'Hip Hop come stile di vita. Purtroppo oggi credo sia cosa rara.

7. Quanto conta l'immagine?

Oggi, inevitabilmente, tantissimo. I social la fanno da padrone, poi eventualmente anche la tv e i magazine. Però a tal proposito vi consiglio l'ascolto di un mio brano dal titolo "Il Pianeta dell'Estetica"!

8. Quale ritieni sia il tuo punto forte e quale il tuo punto debole?

Ad oggi dico, rispettivamente, i testi e la tecnica. Esprimere concetti, tenere un filo logico e creare immagini mi riesce bene. Sulla tecnica e sul flow devo ancora lavorare. Comunque non si finisce mai di imparare.

9. Cambieresti qualcosa della scena attuale?

Sì, quasi tutto. Faccio prima a dire cosa non cambierei, cioè la voglia di mettersi in gioco. Quella è ancora assai viva. Bisogna però vedere da quale punto di vista. Ciò che denoto è che nella scena rap italiana tutto gira intorno alla sfida: io sono più figo, io lo faccio meglio. Ascolta me che poi, forse, io ascolto te! Il RAP per me non è questo. Manca la curiosità, il possibilismo. Non devono farlo tutti per forza. E invece...

10 C'è qualche progetto in corso?

A fine aprile uscirà il mio primo pezzo trap ("Dragone - Non Freestyle"). E' un esperimento un po' provocatorio. Inoltre sto lavorando al prossimo album, un Ep di 7 tracce che punta sulla qualità: audio, beats, contenuti e tecnica! Sarà un passaggio importante per la mia carriera artistica, me lo sento! Sono cresciuto, ho cambiato recentemente stile di vita e mentalità. Voglio dimostrarlo.

A cura di Narbe

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