Sagoma: un percorso avvincente

10.04.2019

1. Sagoma: come ti sei avvicinato al rap? 

Mi sono avvicinato al rap per bisogno, ho iniziato all'età di 13 anni a scrivere le mie prime strofe senza nemmeno sapere che un giorno le avrei trasformate in canzoni quindi scrivevo principalmente per bisogno di sfogarmi o comunque esprimere tutto ciò che a parole non riuscivo a dire tenendo per me ovviamente il tutto. Poi quasi per gioco mi sono avvicinato alle prime battle di freestyle dove ammiravo gli amici più grandi dilettarsi in questa arte e da lì poco a poco capii che avrei potuto dare ancora più forza al mio bisogno di esprimermi e lo avrei potuto fare attraverso la musica. 

2. Dove si proietta il tuo percorso musicale? 

Il mio percorso musicale si proietta su un'unica direzione: il poter esprimere e quindi arrivare in un modo o nell'altro alla gente che mi ascolta, senza pormi alcun limite musicale o di genere spaziando per l'appunto dall'old school alla new school. 

3. Quali sono i messaggi più importanti che possono arrivare da Sagoma? 

I miei testi sono autobiografici nella maniera più pura e sincera possibile, quindi probabilmente i messaggi più importanti che potrebbero arrivare da "SAGOMA" sarebbero senza dubbio "l'essere vero" in tutte le sue sfaccettature. 

4. Il tuo primo ep ufficiale "Checkmate" è stato prodotto a Torino, giusto? 

Giusto sei tracce interamente prodotte da Jok beatz (Tenerife) con all'interno due collaborazioni di cui Chantal in "Resta con me" e Dj snak per Trumen company records. 

5. Sei stato anche reporter ufficiale di Music Alive? 

Sì mi sono occupato per diverso tempo di intervistare artisti per conto di Music Alive Milano. 

6. Hai partecipato a Sanremo. Com'è stata quest'esperienza? 

Probabilmente una delle esperienze più belle che abbia mai fatto. 

7. Come nasce "Cosa resta", traccia molto importante per la tua carriera? 

Cosa resta è stato senza dubbio il singolo di svolta della mia carriera, singolo che mi ha portato alla firma di un contratto discografico con il noto Carlo Rizioli (Uni) e che mi ha portato a Sanremo. Cosa resta racconta di un'amicizia all'apparenza sana ma che con il passare del tempo si mostra per ciò che poi realmente è. 

8. A proposito di lavori, cos'è "Life in rhyme"? 

Life in rhyme ovvero la vita in rima è un progetto educativo creato da me con il supporto di 3 educatori che ha come scopo di insegnare o far scoprire la musica in tutte le proprie sfumature ai ragazzi più piccoli per finire ai ragazzi più grandi partendo dalla creazione di un testo e dalla realizzazione di una base su cui poi ogni ragazzo si esibirà con il proprio brano, dunque dei veri e propri laboratori che hanno già avuto luogo in innumerevoli istituti scolastici italiani. 

9. Il tuo ultimo album si chiama "Teatro di Panico", prodotto da Deville? 

Album di cui vado molto fiero e che mi ha portato a solcare innumerevoli palchi regalandomi non poche soddisfazioni. 

10. Sei entrato 5 settimane consecutive nei 150 artisti più ascoltati d'Italia. Cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi progetti futuri? 

Sì, traguardo molto importante per me con il brano "Nihal", brano appartenete all'album teatro di panico uno dei singoli che mi ha portato più risultati e mi ha portato nuovamente a Sanremo 2018. Sono in servo molte collaborazioni importanti e di fama nazionali, in uscita c'è un singolo imminente e un tour che mi vedrà protagonista di innumerevoli locali romani. 

A cura di Narbe

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