Enema: quando tecnica e contenuto si incontrano

08.04.2019

1. Enema: come ti sei avvicinato al rap?

Mi sono avvicinato al rap un po' per caso, giravo tra i canali musicali in televisione e su Radio Deejay girava il video di 'Indy-geni' dei Co'Sang... rimasi affascinato da quei suoni, quei temi crudi e dalla "cazzimma" di quella musica. Violenza e poesia coesistenti, non l'avrei mai detto.

2. Cosa ti ha spinto a scrivere? E rappare?

Ho cominciato a scrivere prettamente presto, facevo le medie e già sgranocchiavo quel po' di rap che poi avrebbe ispirato parzialmente la mia scrittura. Scrivevo per sfogarmi, niente di particolarmente impegnato, rime banali e argomenti davvero penosi. Ma era un utilissimo modo per sfogare quello che erano le avventure ormonali di un ragazzino. Più o meno gli argomenti di Fedez, copiati dal 90% degli emergenti pseudo-conscious.

3. Ritieni che sia più importante la tecnica del contenuto, o viceversa?

Sono due abilità direttamente proporzionali tra loro. Se fai un pezzo con 340 rime e come contenuto proponi il nulla cosmico risulti ridicolo. Se porti una canzone che tecnicamente lascia a desiderare ma promuovi un contenuto valido, dovresti fare il poeta... non il rapper. Si deve trovare il giusto compromesso tra queste due competenze.                                          

4. Cosa ispira maggiormente la tua scrittura?

Sicuramente ascoltare altra musica, altri artisti che reputo validi alla mia ispirazione. Anche quando compongo beat. Ascolto i modi in cui hanno trattato determinati argomenti, come hanno incastrato delle rime, come hanno usufruito di alcune pattern di rime, come hanno campionato e/o usato dei sample e strutture ritmiche... Senza copiare niente e nessuno, come la gran parte del panorama hip-hop e non della scena underground.

5. Qual è stato il primo pezzo che hai fatto uscire?

Ho cominciato a rappare molto dopo aver cominciato a scrivere i miei primi testi, si tratta di almeno 4 anni fa, feci uscire una sedici su Soundcloud che ora nascondo con molta vergogna, era un testo letto (davvero, sembrava che lo stessi leggendo, non rappando) su una strumentale free-to-use. Non ricordo nemmeno come si chiama e forse è meglio così. Registrato con un microfono della webcam... ho i brividi dall'imbarazzo.

6. Cosa rappresenta per te questa disciplina?

Rap-presenta un motivo valido per costruire qualcosa di più grande, sfidare me stesso e gli altri (sempre in modo sano) con le parole, la musica e i miei pensieri. Dire la mia ha un valido significato, oggi con poco si può arrivare ovunque, e per me portare il rap dove non si è mai spinto, dove non gli è consentito l'accesso... è un'ambizione limpida. Racconto storie che ho vissuto, che vivo o che hanno vissuto altre persone del mondo in cui vivo.

7.  C'è qualche artista che ha ispirato il tuo stile?

Sono fin troppi a dire il vero. Ne cito un po' per chi volesse anche scoprire ciò che concerne la musica che ascolto per apprezzare meglio la mia. Evidence primo tra tutti; la sua potenza lirica è inimmaginabile, il suo ultimo album (secondo il mio punto di vista) è il suo migliore. Un'altra preziosa fonte di ispirazione è il signor Termanology, tecnicamente uno dei migliori rapper della scena americana. Last but not least... l'inopinabile Nas, il miglior rapper di sempre. Dal punto di vista di produzione musicale mi ispiro molto a Dj Premier, ha posto le mie basi sul sampling col suo album 'Moment Of Truth' assieme a Guru (R.I.P.).

8. Hai dei progetti in corso?

In cantiere ho un album: Hate 2, è il secondo capitolo di un EP uscito nell'agosto del 2017. Il capitolo precedente è stato il mio primo lavoro reso pubblico, quindi artisticamente immaturo, liriche mediocri e produzioni abbastanza insolite, quasi sperimentali. Tuttavia ebbi un buon riscontro a livello locale e per me che provengo dalla provincia di Salerno fu un grande passo. Ora col secondo capitolo punto a mettere la provincia sulla mappa, almeno per sentito dire. Le produzioni sono state curate da me, Dj Fastcut e da ProMo L'Inverso. Nei featuring ci saranno dei miei amici molto potenti: Boss che è appena uscito col suo super album 'Lame', Faster da Empoli e Deco da Roma. Il disco è in fase di master e sarà in uscita prossimamente quindi ne vedremo delle belle.

9. Quale ritieni che sia il tuo punto forte e il tuo punto debole?

Il mio punto forte è la caparbietà con cui mi ostino nel portare sempre roba di qualità seguendo i miei gusti e senza essere impersonale seguendo qualche stupida tendenza musicale. Ma ciò è allo stesso tempo il mio punto 'debole' poiché la maggior parte del pubblico desidera una mediocrità a livello poetico. A mio avviso vi è una una vera e propria povertà d'interessi da parte di chi ascolta. Ai posteri l'ardua sentenza.

10. Che messaggio vorresti arrivasse a chi ti ascolta?

Il messaggio è qualcosa che l'ascoltatore dovrebbe decifrare, dovrei chiederlo a chi ascolta le mie robe! Io dalla mia arte riesco a trarne sempre un lato speranzoso, pieno di forza d'animo e spero che tutto questa venga comunicato nel migliore dei modi, senza risultare mai qualcosa di banale. Diciamo che nel mio ultimo lavoro tratto di tematiche dal tono abbastanza grigio però sempre caratterizzate dalla resilienza dello spirito nei confronti delle sfide che la vita pone. Dall'eroina alla perdita di qualcuno a noi caro. Dalla rabbia all'incomprensione artistica.

intervista a cura di Narbe

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